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Google Play Protect, un importante makeover per la sicurezza di Android

Con l’introduzione del nuovo servizio Google Play Protect, il sistema operativo mobile Android ha ricevuto, mercoledì scorso, un importante makeover a livello di sicurezza. In occasione del Google I/O, la conferenza per gli sviluppatori Android organizzata annualmente da Google, la società di Mountain View ha in effetti annunciato un aggiornamento di primaria importanza, riguardo alla propria piattaforma di sicurezza: esso consiste in un mix di nuove funzionalità, nel rebranding di quelle già esistenti e in sostanziali miglioramenti dell’interfaccia utente; tutti questi elementi di novità troveranno posto, adesso, sotto un unico “ombrello di protezione”, chiamato Google Play Protect.

Secondo Google, le nuove componenti di cui è dotato Google Play Protect prevedono, tra l’altro, la possibilità di eseguire manualmente la scansione delle app scaricate in precedenza, per verificare se le stesse sono, effettivamente, ancora sicure. La specifica funzione svolta da un simile elemento di sicurezza è quella di combattere il problema delle eventuali applicazioni Android inizialmente installate come “benigne”, ma che, in seguito, effettuano il download di componenti malevoli. Le nuove funzionalità risultano ugualmente dirette al controllo delle app scaricate da negozi di applicazioni di terze parti, e quindi non soggette alle rigorose verifiche eseguite da Verify Apps, lo speciale scanner antivirus automatizzato di Google, parte dell’app store Google Play.

Google, per il momento, non ha reso noto alcun dettaglio tecnico, relativamente al nuovo servizio. Secondo la società californiana, il servizio “verrà esteso, nelle prossime settimane” a tutti i dispositivi Android provvisti dell’app Google Play.

In un blog post dedicato alla descrizione del nuovo servizio, il team che si occupa della sicurezza dell’OS Android ha scritto quanto segue: “Play Protect viene integrato in ogni dispositivo con Google Play, si aggiorna continuamente, ed intraprende automaticamente le azioni necessarie per mantenere al sicuro i vostri dati e il vostro dispositivo; in pratica, non dovrete sollevare nemmeno un dito”.

Secondo la descrizione presente nella sezione Help del servizio, Play Protect “esegue periodicamente la scansione del vostro dispositivo”, e provvede ad avvisare gli utenti nel caso in cui un’applicazione sia stata rimossa, perché contrassegnata come pericolosa.

Tutta una serie di funzionalità di sicurezza di Android, già esistenti, prima di essere introdotte in Google Play Protect, sono state sottoposte ad un sostanziale “rebranding”; è questo il caso, in primo luogo, di Android Device Manager (Gestione dispositivi Android), chiamato, adesso, Find My Device (Trova il mio dispositivo). Find My Device presenta una nuova interfaccia utente, rispetto ad Android Device Manager, ed aggiunge nuove funzionalità, tra cui la possibilità di bloccare, da remoto, un dispositivo smarrito. Il tool Android Device Manager, rilasciato nel lontano 2013, era stato criticato per il fatto di non essere in possesso di alcune delle funzionalità di cui era invece provvisto Find my iPhone (Trova il mio iPhone) di Apple, quali, ad esempio, Activation Lock (Blocco attivazione). Tale funzione permetteva ai proprietari di un iPhone di poter bloccare il dispositivo in caso di perdita o furto dello stesso, senza per questo cancellare i dati custoditi al suo interno.

“Il dispositivo può essere localizzato accedendo all’account Google di cui si dispone, e può essere persino chiamato direttamente dal browser dell’utente. È inoltre possibile bloccare da remoto lo smartphone, oppure far visualizzare un messaggio sulla schermata di blocco, in modo tale che se qualcuno trova il dispositivo, saprà subito chi poter contattare. Se, poi, siete convinti del fatto che il vostro telefono sia andato definitivamente perso, avete la possibilità di cancellare tutti i dati in esso contenuti”, asserisce Google. Find My Device può essere scaricato da Google Play.

Google afferma che esistono più di due miliardi di dispositivi Android attivi, e che Play Protect, tramite l’apposito processo di scansione, potrà controllare fino a 50 miliardi di applicazioni al giorno.

Fonte: Threatpost

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